“Uomini che odiano le donne”e il giallo svedese | Cena con delitto

“Uomini che odiano le donne”e il giallo svedese

“Uomini che odiano le donne”e il giallo svedese

Il giallo svedese ha a che fare con un’intensa descrizione dei dettagli, soprattutto quelli più atroci e non ha timore di raccontare la violenza e interpretarla nella più totale crudeltà. Una manifestazione che va oltre ogni immaginazione, porta il lettore ad amare ciò che gli scandinavi scrivono.

Uomini che odiano le donne

Il libro Uomini che odiano le donne è un romanzo poliziesco dello scrittore svedese Stieg Larsson, diventato poi un film con la regia di Niels Arden Oplev. Il testo è il primo della trilogia Millennium, il più famoso.

La storia narra di Mikael Bomkvist, un giornalista che perde una causa di diffamazione ed è costretto a dimettersi da direttore responsabile della rivista Millennium. In seguito Mikael accetta di occuparsi in esclusiva di una storia successa quaranta anni fa, che riguarda la scomparsa della nipote di un ricco industriale.

Per trovare maggiori informazioni, si farà aiutare da Lisbeth Salander, una ricercatrice e hacker, esperta nel trovare dettagli approfonditi di persone e aziende. Lisbeth subisce le violenze sadiche del suo tutore, ma quando riesce a filmare gli abusi con una telecamera, usa il materiale per ricattarlo, riuscendo così a ritrovare un equilibrio nella sua vita.

Mikael e Lisbeth, riusciranno nella loro unione ad approfondire il mistero del loro caso e a sistemare alcune questioni personali.

Il titolo di questo libro è già di forte impatto ed è stato un enorme successo di vendite sia del libro che del film. Gli svedesi colgono l’essenza degli argomenti e li rendono chiari e diretti, dove, senza timore raccontano i fatti senza illusioni.

Gialli svedesi

Uomini che odiano le donneGli scrittori svedesi negli ultimi anni si sono mostrati al passo di quelli americani, da Larsson, Henning Mankell (il creatore del commissario Kurt Wallander), Liza Marklund, Lars Kepler, Jo Nesbo, fino a Camilla Lakberg. Ma ce ne sono molti altri che animano questa interessante scrittura scandinava con scenografie nordiche piene di bellezza, oscurità e mistero.

Lo stile è inconfondibile, forse per molte persone troppo serio e senza ironia, ma in fondo fa parte della mentalità nordica, essere un po’ freddi e distaccati.

Ma il giallo è anche un’interessante narrazione volta a far conoscere obiettivi difficili e inquieti che di certo mancano di “comicità”. Ogni personaggio però, riflette un determinato carattere che percorre una personalità tormentata da un passato infelice e un destino incerto.

Forse per gli svedesi tutti sono pronti a morire o a lasciarsi andare, ma non si arrendono nel tentare di migliorare le questioni della vita. La determinazione di certe azioni portano i pensieri ad essere decisi e concreti, e ogni dubbio diventa ossessione e certezza. La verità sarà sempre un’astuta causa, in riflesso delle peggiori conseguenze.

Polizieschi svedesi

Forse ciò che determina le storie di polizieschi svedesi è la riflessione e il senso della vita in ogni caso da risolvere. Nulla è gestito dal caso e nulla è influenzato da uno stimolo apparentemente ovvio. Gli svedesi sono attenti ai dettagli e molto crudeli nel gestirli, dove il rapporto tra uomo e donna è definito in modo progressista e mai banale.

Perché piacciono tanto i gialli svedesi? Nessuno riesce a dare una risposta ma forse è l’ambiente cupo a intrigare, così come la devastazione delle emozioni e l’angoscia e i misteri dei personaggi. Tutti sono attratti dalla bellezza oscura e nessun luogo meglio del Nord Europa può delineare meglio questo significato.

Nel caso di Uomini che odiano le donne, i due personaggi principali di Mikael e Lisbeth hanno una forte personalità già da soli e uniti, nella loro diversità, creano una sensazione di grande tensione. La bravura del narratore è rendere eccessive le emozioni, senza salvezza o apparente via d’uscita, ma nel percorso prima o poi ci si salva da soli.

Uomini che odiano le donneUn storia, per essere avvincente, importante e invadente, deve risultare scomoda e danzare dove la pioggia batte più forte. Una storia per rimanere una cicatrice deve saper sanguinare ogni volta che viene ricordata. Nella strategia narrativa svedese, ogni passo è come un morso di un animale, che attacca, si ferma e se ne va in silenzio. Ogni uomo ha una parte meschina dentro e una solitudine da urlare, ma nessuno, nell’attesa si spinge tanto oltre, o forse si.

Uomini che odiano le donne, qualche volta, sempre o mai.

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Luciana Cameli

Sono Luciana Cameli, scrittrice. Amo molto lo sport e viaggiare. Mi piace tutto ciò che è arte e cultura. Non amo avere mete e metà e la libertà per me è fondamentale. Scrivere è la mia vita e la mia curiosità nutre continuamente il mio sapere.

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