"Signori, il delitto è servito": il film con 3 finali alternativi | Cena con delitto

“Signori, il delitto è servito”: il film con 3 finali alternativi

“Signori, il delitto è servito”: il film con 3 finali alternativi

Signori, il delitto è servito (titolo originale Clue, che prende spunto dal famoso gioco da tavola Cluedo) è un film del 1985 diretto da Jonathan Lynn. “Sette indagati, sei armi, cinque corpi e tre finali”: così si può riassumere la trama, senza dare troppi dettagli e incuriosendo lo spettatore a vederlo.

La trama

New England, 1954. Sei persone sono invitate a cena presso una misteriosa e lussuosa villa. Ad accoglierli, il maggiordono Wadsworth, che li accoglie dicendo loro che ciascuno di loro verrà chiamato con uno pseudonimo, per privacy. Con loro, anche la cuoca, la signora Ho e Yvette, la cameriera.

Dopo aver mangiato Wadsworth raduna tutti gli ospiti nello studio e spiega finalmente loro cos’hanno in comune, visto che non si conoscono. Sono vittime della stessa persona, che in un modo o nell’altro li sta ricattando.

Si tratta di Mr. Boddy, che loro possono denunciare quando arriva la polizia chiamata dal maggiordomo. Mr. Bobby, però, fa presente agli ospiti che il loro gesto potrebbe portare alla luce alcuni loro segreti, così suggerisce loro di uccidere Wadsworth. Ognuno deve prendere un’arma e colpirlo nel momento in cui lui grida: “Adesso!”.

Signori il delitto e servitoLa luce si spegne di colpo, e si sente un colpo di pistola, un corpo a terra, un vaso rotto e un urlo. Quando si riaccende, si scopre però che il morto non è il maggiordomo, ma Mr. Boddy. Gli ospiti si trovano quindi a dover cercare il colpevole, che potrebbe essere proprio la persona seduta a cui sedevano vicino a cena.

Tra altri omicidi, colpi di scena e situazioni che sviano i sospetti da uno allo all’altro, questo film si rivela essere il giusto equilibrio tra thriller e commedia, e prevede un finale sorprendente.

Da gioco a film: l’omicidio è ben riuscito

Il film è la trasposizione cinematografica di Cluedo, con i personaggi che riprendono le sembianze delle pedine del gioco da tavola in cui l’omicidio è programmato. Lo spettatore viene catapultato in questo giallo metà americano metà inglese, nell’ambientazione gotica tanto sinistra quanto geniale del luogo del delitto.

Chi è dunque l’autore dei delitti? Alcuni indizi sembrano indirizzare lo spettatore verso un personaggio, ma la realtà non è semplice come appare: sarebbe troppo facile, no? Se poi a questo ci si aggiunge anche il fatto che viene illustrata una serie di indizi studiata ad hoc per ingannare il pubblico… il gioco è fatto!

Tutti a tavola, quindi: il delitto è servito!

Il delitto è servito… con finale alternativo

La particolarità di questo film è basata sui suoi 3 finali alternativi. Era previsto anche un quarto, che non è però stato girato, perché il regista pensava che avrebbe allungato troppo la pellicola.

Nella versione televisiva, così come quella VHS, i finali vengono mostrati uno dopo l’altro, mentre grazie alla tecnologia avanzata dei DVD, è possibile scegliere dall’inizio il finale preferito.

Raccontati dal maggiordomo, sembra che dei 3 i primi due siano solo ipotesi, mentre l’ultimo quello vero e proprio.

Primo finale

Il delitto è servitoYvette uccide la cuoca e il signor Boddy, mentre Mrs. Scarlett uccide Yvette,l’automobilista,il poliziotto e la ragazza del telegramma.

Secondo finale

Mrs. Peacock è l’autrice di tutte le vittime, e le ha uccise perché aveva paura che Mr. Boddy avesse parlato a loro di lei.

Terzo finale

La ragazza all’ingresso è stata uccisa da da Wadsworth, mentre Mr. Mustard uccide l’automobilista, Mr. Plum uccide Mr. Boddy, Mrs. Scarlett colpisce alla testa il poliziotto, Mrs. Peacock pugnala la cuoca, Mrs. White strozza Yvette.
Mr. Boddy è in realtà il maggiordomo, e Wadsworth il ricattatore, che viene ucciso da Mr. Green.

Krizia Ribotta

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2009, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, si occupa di viaggi e promozione culturale, scrivendo di storie, confidenze e tradizioni che profumano di terre lontane.
Tra le grandi collaborazioni, quelle con Il Messaggero, l'International New York Times e il Los Angeles Magazine.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

x

Informativa sui cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.