Musica classica e crimine: 5 strane coppie tra sci fi e noir comedy | Cena con delitto

Musica classica e crimine: 5 strane coppie tra sci fi e noir comedy

Musica classica e crimine: 5 strane coppie tra sci fi e noir comedy

Immaginando il criminale tipico, posto che ce ne sia uno, la tentazione dello stereotipo lo vorrebbe molto lontano dall’idea romantica della musica classica. Forse per via di intrusioni lombrosiane più o meno riconosciute in certi immaginari, si vedrebbe in questo connubio qualcosa di stridente. Eppure niente è più lontano dalla realtà di questa frettolosa liquidazione, almeno per quanto riguarda il cinema che non si può considerare scisso dalla realtà, sia anche a livello sotterraneo, come in alcuni film di fantascienza o commedie nere fantastiche.

Di seguito 5 esempi di musica classica che accompagnano scene peculiari in registi quali Kubrick e non solo.

1. Arancia meccanica: il doppio gioco degli opposti

In questo film del 1971, diretto da Stanley Kubrick, tratto dall’omonimo romanzo distopico di Anthony Burgess del 1962, il regista tratta il tema della violenza giovanile, volutamente esasperata e del condizionamento sistematico del pensiero, da cui il titolo, nell’originale Clockwork Orange. Il protagonista, Alex interpretato da un giovane Malcom McDowell, ha un debole, per usare una contraddizione al suo lato brutale da “Capo Drugo” per “Ludovico van” in particolare la Nona Sinfonia. Nel finale, la “cura” per la mente criminale del giovane protagonista è affidata al vendicativo Mr Alexander, il cui nome richiama ancora l’idea di doppio, che utilizza come sottofondo alle immagini “terapeutiche” la musica di Beethoven. Così l’inno alla gioia, si traduce nella disperazione di Alex ormai disposto anche a farsi resettare il cervello, ma questo accanimento terapeutico ha poco a che vedere con una riabilitazione, piuttosto finisce per giustificare il protagonista stesso. Violenza chiama violenza, e a essere violentato, persino nella mente criminale di Alex, è il grande Beethoven.

2. La Gazza parlante: la meccanica della violenza

Sempre in Arancia Meccanica, durante la passeggiata sul lungofiume, troviamo un Alex intento a rimuginare sull’ammutinamento della sua banda, finché si rende conto che “il pensare è degli stupidi, i cervelluti si affidano all’ispirazione” e l’ispirazione del Capo Drugo di impartire una lezione ai suoi, è accompagnata da un brano di musica classica, La Gazza Ladra di Rossini. In un crescendo che va di pari passo tra musica e azione, Alex ristabilisce l’ordine, ispirato, per dirla con parole sue, da un altro brano di musica classica. Verrebbe da chiedersi, unendo queste due scene, se è solo la gazza a essere ladra, perché, al di là della condannabile violenza gratuita esercitata dalla banda, la “Cura Ludovico” non è da meno come rapina della mente.

3. Serenata aliena: la paura del diverso

Non è solo il criminale a spaventare, è l’alieno in assoluto. Alien, il primo, del 1979 diretto da Ridley Scott è l’alieno per eccellenza: diverso e in uno spazio fuori dal mondo, in senso letterale. Qui, la quiete è interrotta dal ritrovamento del corpo alieno. Mentre Dallas è nella sala di controllo, in sottofondo Piccola Serenata (Eine Kleine Nachtmusik) uno dei notturni classici più orchestrati in assoluto di W. A. Mozart, la pace è spezzata dalla voce di Ash che lo richiamava in infermeria invitandolo a dare uno sguardo. Da lì, il ritrovamento del corpo alieno e il resto, ben noto, della saga di Alien.

4. Nessun dorma, è ora di festeggiare

Brani di musica classica accompagnano anche film fantastici come Le Streghe di Eastwick, commedia dark del 1987 diretta da George Miller, basato sull’omonimo romanzo di John Updike. Qui, la celebre romanza Nessun Dorma, di Giacomo Puccini fa da sottofondo alla scena della sala piena di palloncini rosa. Nel film, l’opera è riprodotta da uno stereo portatile anni ottanta appoggiato sul braccio teso di una finta statua greca. Alla fine dei vari passaggi sul carrello delle vivande, anch’esso invaso di palloncini rosa, Susan Sarandon viene sbalzata dentro la piscina, decisamente un risveglio da film!

5. Il valzer delle maschere: testa coda del sogno

Eyes Wide Shut, del 1999 è l’ultimo film diretto da Kubrick, tratto dal romanzo Doppio Sogno di Arthur Schnitzler, e uscito postumo. A questo enorme regista, tra gli altri, si deve il ringraziamento per aver reso noto Dmitrij Šostakovičun, compositore e pianista classico sovietico, sconosciuto ai più prima del film di Kubrick. Il “Valzer II” della Suite per orchestra è utilizzato dal regista nei titoli di inizio e di coda. Così, iniziando da Kubrick e dal doppio, ci ritorniamo… a giro di valzer.

E se la prossima cena prendesse spunto da uno di questi film? Per scoprire tutti i dettagli, cliccare QUI.

Elisa Mazzieri

Sono Elisa, mi piace viaggiare, raccogliere, inventare e raccontare storie, Mi piace disegnare, giocare con le parole e i numeri e trovare l'imprevisto nel consueto

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