Jack lo squartatore: il serial killer di Londra | Cena con delitto

JACK LO SQUARTATORE: IL PIU’ FAMOSO SERIAL KILLER DI LONDRA

JACK LO SQUARTATORE: IL PIU’ FAMOSO SERIAL KILLER DI LONDRA

Numerosi efferati omicidi hanno caratterizzato la storia più recente e non,  e senza dubbio i delitti più famosi che si ricordano per crudeltà e brutalità sono quelli del serial killer di Londra, Jack lo squartatore. Jack the ripper (in lingua inglese) è un assassino che ha agito nella capitale inglese tra il 31 agosto e il 9 novembre 1888 seminando panico e morte nel quartiere di Whitechapel . Erano tempi duri per la popolazione inglese che si trovava nel pieno della Rivoluzione Industriale e la parte più misera era senza dubbio quella dell’East End, luogo di emarginazione di emigrati, poveri e nullatenenti.  Questa zona era formata da vicoli stretti e sporchi, le camere in affitto degradate e al minimo dell’abilità ed era il posto di lavoro di ladri che rivendevano merce rubata e prostitute.  E proprio queste donne saranno le vittime designate da questo serial killer.

 

JACK LO SQUARTATORE: LE VITTIME

Alla Central News Agency venne recapitata una lettera in cui uno sconosciuto si dichiarava colpevole per gli omicidi delle prostitute ed era firmata ‘Jack lo squartatore’, nome con il quale, da qui in poi, verrà chiamato l’omicida.  Di lui a parte questo soprannome, si sa ben poco e addirittura il numero delle sue vittime è incerto: cinque sicure ma si presume possa essere arrivato addirittura a sedici, per via dello stesso modus operandi che caratterizzava i delitti.

La sua prima vittima venne trovata il mattino del 31 agosto 1888 e si trattava di una prostituta quarantaquattrenne di nome Mary Ann Nichols. Alla donna era stata tagliata la gola in modo talmente profondo da averla quasi decapitata, presentava ferite da taglio anche sull’addome e nelle parti intime. Dalla prima autopsia emerse che l’assassino potesse essere mancino,  ipotesi presto smentita.  A poco più di una settimana dal primo ritrovamento, l’8 settembre, si scoprì il corpo di un’altra donna brutalmente sgozzata e uccisa. E’ Annie Chapman, altra squillo del quartiere di Whitechapel che aveva anch’essa superato la quarantina. A differenza della prima però, la crudeltà con cui era stata torturata apparve ancora più evidente. La testa presentava un taglio talmente profondo da essere quasi staccata, il ventre completamente squartato e alcuni organi interni asportati.  Un testimone affermò di aver sentito la donna urlare, ma non aveva osato uscire di casa per paura. Venne ritrovata anche una striscia di sangue in un cortile vicino al luogo del delitto, ma su questa non verrà fatta nessun analisi, anche se era molto probabile che fosse stata lasciata da un ‘trofeo’ portato via dall’assassino. A qualche giorno di distanza fu arrestato il primo presunto colpevole: John Pizer, un ebreo proprietario di una bottega specializzata nella lavorazione del cuoio, incolpato poiché avevano rinvenuto un grembiule di questo materiale vicino alla donna uccisa. Si scoprirà poi essere appartenuto ad un inquilino della palazzo in cui era avvenuto l’omicidio, che l’aveva lavato e messo ad asciugare fuori. Pizer venne rilasciato e la polizia si trovò a brancolare nel buio, sapendo solo che entrambe le donne erano state viste con un uomo con una valigetta nera e un cappello.  La terza vittima fu Elizabeth Stride, ritrovata il 30 settembre da un cocchiere che stava facendo il turno di notte.  L’uomo raccontò che dalla ferita alla gola usciva ancora sangue al momento del suo arrivo, e per quello si pensa che Jack non abbia avuto il tempo di accanirsi sul corpo come aveva fatto precedentemente. Ciò venne confermato dal cadavere successivo, Catherine Eddowes, brutalmente martoriato: gola recisa fino quasi alla decapitazione, organi interni esportati e alcuni addirittura portati via. L’ultimo omicidio certo attribuito a Jack lo squartatore fu quello di Mary Jane Kelly, il cui cadavere venne scoperto l’8 novembre nella sua camera in affitto. E’ il più crudele tra tutti: non solo le solite orribili mutilazioni, ma anche asportazione degli organi, alcuni dei quali giacevano sul cadavere. Il fatto più inquietante è che a Mary Jane mancava il cuore e si ipotizza che sia stato portato via come uno dei trofei.

Le altre sei possibili vittime non accertate sono: Emma Smith, Marta Tabram, Alice McKenzie, Frances Coles, Rose Mylett e un tronco umano femminile. Nonostante fossero tutte prostitute, su di loro non c’è certezza poiché le vicende presentano elementi discordanti con il modo di operare di Jack.

 

JACK LO SQUARTATORE: I SOSPETTATI

È paradossale il fatto che nei tre mesi di attività del killer, polizia e giornali abbiano ricevuto lettere non solo di segnalazioni o potenziali testimoni, ma anche di persone che si dichiaravano gli artefici dei crimini. Uno di questi documenti è la sopracitata lettera in cui compare la firma Jack the ripper. A questa, se ne aggiungono altre due interessanti per i contenuti: la prima, ricevuta ad ottobre, in cui Jack si dice intenzionato ad uccidere due donne a breve distanza di tempo (ciò che è avvenuto per il ritrovamento di Elizabeth e Catherine); la seconda, indirizzata al capo della polizia di WhiteChapel, accompagnata da una scatola contenente una parte di un rene umano, organo che era stato rimosso alla quarta vittima.

Fin dall’inizio, nonostante i pochissimi indizi a disposizione, si è cercato di tracciare un profilo di questo assassino. All’epoca, questo incarico fu affidato al medico forense Thomas Bond. Egli, dopo aver assistito all’autopsia di Mary Jane Kelly, dichiarò che il serial killer dovesse essere un uomo prestante, di mezz’età, affetto da attacchi collerici che sfogava poi in maniera così brutale sulle vittime, e benché non ci fosse violenza sessuale, egli avrebbe potuto soffrire di una devianza di ipersessualità. Anche i moderni profiler dell’FBI sono stati chiamati ad un giudizio e descrissero Jack come un giovane sulla trentina, che risiedeva o aveva a che fare con la zona di Whitechapel e che la causa della sua frustrazione fosse dovuta ad un difetto fisico.

In base alle precedenti congetture, le indagini di allora avevano individuato alcuni soggetti come possibili omicida, in particolare cinque furono considerati i più probabili:

–          l’avvocato Montague John Druitt, ragazzo di buona famiglia che venne ritrovato morto suicida il 31 dicembre 1888. Alcuni pensano che questa sia la causa dell’interruzione dei crimini, altri che lui non c’entrasse nulla;

–          Jacob Levy, un macellaio che sfogava la sua rabbia sulle prostitute poiché una di loro gli aveva trasmesso la sifilide;

–          Aaron Kosminski, un parrucchiere ebreo ventitreenne, affetto da schizofrenia e con un profondo odio verso le donne. A questo si aggiunge che sul lavoro portava un grembiule di cuoio simile a quello ritrovato vicino ad una delle scene del crimine. Nel 1891 fu ricoverato in manicomio per comportamenti psicotici, ma i documenti di allora lo ritraggono più come un paziente apatico ma tranquillo;

–          Michael Ostrog, criminale incallito con diversi reati alle spalle, tre cui false identità, nella maggior parte delle quali impersonava un medico. Questa sua conoscenza dell’anatomia e il fatto che era stato rilasciato da una casa di cura sei mesi prima dell’inizio degli omicidi, lo fecero sospettare. Recenti studi hanno dimostrato però la sua estraneità ai fatti, poiché nell’autunno del 1888 era detenuto in Francia;

–          George Chapman, immigrato polacco, fu accusato dell’omicidio della moglie e in seguito si scoprirà anche di altre tre donne, tramite la somministrazione di antimonio, un potente veleno. In più era residente a Whitechapel e la sua vera moglie, Lucy Klosowski, ne aveva denunciato il carattere violento e il tentativo di ucciderla dopo un litigio. Chapman fu impiccato nel 1903.

Le indagini moderne hanno fatto altri nomi, in particolare è emerso anche un possibile complotto reale, riguardante la famiglia dell’allora regina Vittoria. Il soggetto in questione è Alberto Vittorio duca di Clarence, figlio del futuro Edoardo VII.  In una delle ipotesi si pensa possa aver contratto la sifilide da una prostituta e per questo avesse commissionato gli omicidi; nell’altra, che avesse addirittura avuto un matrimonio con una di loro, dal quale sarebbe nata una bambina, e la regina per coprire l’episodio, abbia fatto uccidere le prostitute a conoscenza della vicenda.  Un altro famoso nome spuntato recentemente, è quello del pittore inglese Walter Sickert. La scrittrice di gialli, Patricia Cornwell ha addirittura pubblicato un libro Ritratto di un assassino: Jack lo squartatore – Caso chiuso, in cui riporta le personali ricerche svolte e da le prove di come il pittore sia senza dubbio l’assassino. Gli studiosi però le hanno dichiarate poco convincenti.

Nonostante la vera identità di Jack lo squartatore sia ancora un mistero, è senza ombra di dubbio uno dei personaggi che per la sua crudeltà ed efferatezza ha impressionato la massa. Non a caso è stato protagonista di libri, serie tv e film, tra cui La vera storia di Jack lo squartatore con protagonista Johnny Depp. A Londra è stato creato anche un tour che vi porta a visitare i luoghi teatro degli atroci delitti.

Arianna Venegoni

Curious girl in progress. Involved in communication. I love writing, reading, travelling, good music and movies. Australia in my ♥!
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