Fantasmi: paura dei morti o paure dei vivi? 5 manie fantasmagoriche | Cena con delitto

Fantasmi: paura dei morti o paure dei vivi? 5 manie fantasmagoriche

Fantasmi: paura dei morti o paure dei vivi? 5 manie fantasmagoriche

Si fa presto a dire fantasma, ma di fantasmi ce sono diversi e con caratteristiche precise. Non si può certo paragonare l’oscuro Mefistofele a Gozer, di Ghostbuster –Gli acchiappafantasmi che, pure se bianco, enorme e minaccioso, come vorrebbe la tradizione, in origine era la mascotte dei marshmallow preferiti di uno dei protagonisti.

Pur trovandosi nelle tradizioni folcloristiche di molte civiltà, il fantasma non è sempre associato alla paura tout court, in molti racconti per bambini può avere anche un ruolo positivo o divertente. Se il fantasma per antonomasia è lo spirito di un defunto, i romani ne distinguevano almeno due categorie: i Lari (Lares) erano gli spiriti benigni e le Larve (Larvae) erano gli spiriti maligni, ovvero i fantasmi di quelli che furono malvagi in vita e che continuavano a tormentare i vivi  portandoli alla follia. Questi spiriti terrificanti erano anche detti Manie (Maniae). Considerando che la parola fantasma, dalla radice del greco antico significa sia apparire che mostrare, da cui deriva anche il mostro, e che si credeva che alcuni spettri potessero addirittura far uscire di senno, verrebbe da chiedersi cosa ci fosse di così spaventoso alla vista dietro il velo bianco del fantasma. Cosa nascondono e quindi rivelano, i fantasmi, che non si vorrebbe vedere o sentire? Restando in tema, quali manie riflettono della natura umana?

Vediamo 5 categorie di fantasmi e i loro messaggi non sempre velati, come si scopre a volte durante le nostre cene con delitto.

1 Il fantasma rumoroso, ovvero l’egocentrico narcisista

Il Poltergeist che, tradotto alla lettera dal tedesco suona come spirito chiassoso, non è che sia del tutto ostile, piuttosto un tantino irritante. È uno spirito invisibile che si manifesta in un ambiente specifico con il quale si pensa abbia avuto legami da vivo. Rompe e sposta allegramente un po’ tutto quello che gli capita, piatti, bicchieri, soprammobili. Insomma, ha bisogno di farsi notare, forse da vivo è stato un brillante istrione o un asfissiante logorroico, fatto sta che l’assenza di parola non ferma il suo desiderio di notorietà. Tra i suoi rumori ci sono anche porte sbattute che, chissà, magari in vita furono accompagnate da una smorfia indignata a qualche uscita di scena, e ora, da morto, la scena non la cede. Se anche si chiude la porta dietro, entra dai muri.

Fantasma2 L’infestazione: gli ossessivi compulsivi

Anche l’infestazione di fantasmi si manifesta in luoghi precisi, sia chiusi che aperti. Questi spiriti non sembra siano maligni e sono visibili, alcuni con sagome sfocate altri ben definiti anche nei lineamenti, tanto che si potrebbe scambiarli per vivi. Invece loro dei vivi non si curano affatto, ogni volta che infestano un luogo ripetono sempre le stesse azioni non considerando la presenza di eventuali viventi. In preda a una coazione a ripetere, a volte emettono qualche sospiro, ma niente di paragonabile al Poltergeist che ha bisogno di pubblico, gli infestanti sono assorti nella loro compulsione autoreferenziale. Sembrerebbe che i luoghi preferiti da questi spiriti siano i campi di battaglia o le costruzioni militari. È evidente che, liberi dalla paura di perdere la vita, gli infestanti trovano nella ripetitività dell’azione di guerra o dell’esercitazione, la sicurezza familiare del gesto ripetuto… all’infinito.

3 “Banshee”, la profezia che si autoavvera

Le banshees sono spiriti femminili, fate. In gallese antico banshee significa donna-fata o donna delle fate. A dispetto della loro avvenenza, sono latrici di brutte notizie. Rappresentate con gli occhi sempre arrossati dalle lacrime, appaiono di notte, si lamentano e piangono in modo straziante ma le loro urla torturano solo le orecchie della famiglia cui sono legate. Non sono mai visibili se non a chi sta per morire. Non sarebbero proprio cattive, ma sono classificate tra gli spiriti maligni per la natura del loro ruolo non sempre gradito. Per qualcuno che apprezzerà sapere in anticipo l’arrivo della morte, molti preferirebbero ignorarla e in ogni modo, comparendo poco prima della fine, il loro annuncio non lascia neanche il tempo di organizzare una dipartita decente, di farsene una ragione. Non è di nessuna utilità, insomma, tanto varrebbe piangere in silenzio invece di rincarare l’ansia della morte come il “ricordati che devi morire” di Non ci resta che piangere.

4. Fantasmi di animali, paura del buio

Le apparizioni di fantasmi di animali sono legate anche a momenti piacevoli, divertenti; tuttavia, quando associati al sentimento della paura e al malaugurio non sono da meno di altri spiriti, anzi. Il Cane Nero (Black Dog) che appartiene alla tradizione celtica, è descritto come una bestia feroce, dal pelo nero, ispido, a volte verde fluorescente e gli occhi rossi iniettati di sangue. Anche qui, come per le banshees, chi si imbatte in questo spirito sa di avere le ore contate. La Caccia Selvaggia è un altro elemento di folclore originario dell’Europa settentrionale e centrale, diffusasi ampiamente fino alla Francia e le Alpi italiane. Di questo corteo volante che attraversa il cielo di notte in un gran frastuono di zoccoli, latrati e urla terribili, ci sono diverse varianti, alcune comprendono anche divinità altre solo animali mostruosi.

Naturalmente, in entrambi i casi, per chi si trova di fronte la parata, è giunta l’ora, ma anche solo udire lo scalpiccio in lontananza è sufficiente come annuncio della fine. Se il buio fuori fa paura all’essere umano che non vede di notte e se basta sentire la baraonda demonica in lontananza, sembrerebbe che l’unico modo per salvarsi la vita sia restare al riparo, sotto le coperte e se possibile con i tappi alle orecchie e la mascherina sugli occhi, fermo restando che il buio è buio anche dentro casa e a volte il cane nero giace comodo davanti al focolare.

5. Fantasma di una persona viva, prove generali e ansia da pre-morte

Il Doppelgänger è un termine che indica il fantasma di una persona ancora viva che si sdoppierebbe in seguito a un forte stress per un pericolo improvviso. Nello stesso momento, il doppio appare in forma telepatica a una persona cara all’originale. Queste apparizioni sono considerate maligne sia per chi vede il doppio di un’altra persona ma soprattutto per chi vede il proprio. Anche qui il messaggio è lo stesso: è giunta l’ora. E in quest’ultimo caso si può dire che il fantasma non stia già più nella pelle del vivo. Del resto, parafrasando O.Wilde, dato il tema del doppio, si direbbe che in certi casi l’unico modo di superare l’ansia per qualcosa è cedere alla causa stessa. E qui, di sicuro, l’ansia è superata per l’eternità.

E se durante una cena vedeste un fantasma? Niente, paura si tratta delle cene con delitto! Per saperne di più, cliccare QUI.

Elisa Mazzieri

Sono Elisa, mi piace viaggiare, raccogliere, inventare e raccontare storie, Mi piace disegnare, giocare con le parole e i numeri e trovare l'imprevisto nel consueto

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